
L'altro giorno mi è capitato questo articolo sottomano.
Ho pensato di prendermi un paio di giorni per documentarmi meglio riguardo l'evento, per capire un po'..."l'aria che tirava" quel giorno a Roma, e per dare la mia più completa opinione a riguardo.
Ma di che parlo???
Il 7 ottobre, circa due settimane fa, è stato organizzato a Roma un incontro intitolato PER LA VERITA', PER ISRAELE, a cui hanno partecipato, fra i tanti:
-JOSÉ MARIA AZNAR (ex premier spagnolo, fondatore di Friends of Israel);-
politici del centro-destra italiano quali FIAMMA NIRENSTEIN (organizzatrice dell'evento), FRANCOFRATTINI, GAETANO QUAGLIARELLO, MARA CARFAGNA, Benedetto della Vedova, Italo Bocchino, Gianni Letta, Fabrizio Cicchitto;
-politici del centro-sinistra italiano quali FRANCESCO RUTELLI, FURIO COLOMBO (Presidente di Sinistra per Israele), PIERO FASSINO (membro di Sinistra per Israele), GIANNI VERNETTI, Walter Veltroni, Giovanna Melandri, Umberto Veronesi;
-giornalisti quali CORRADO AUGIAS (La Repubblica), ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA (Corriere della Sera), MAGDI CRISTIANO ALLAM (che nel suol libro Viva Israele accusa di filoislamismo il mondo accademico italiano), PAOLO MIELI (ex direttore Corriere della Sera);
-ALAIN ELKANN, giornalista di origini ebraiche, ex marito di Margherita Agnelli e padre di Lapo e John Elkann.
-ROBERTO SAVIANO.
Non voglio commentare il discorso di Saviano, già del tutto commentato da Vittorio, e a cui lo stesso Roberto ha risposto (clicca qui per vedere il suo video e leggere la risposta).
Ciò su cui mi voglio soffermare è la manfrina a cui ho dovuto assistire guardando il video dell'intera manifestazione.
Fatta eccezione per Piero Fassino (che oltretutto, assieme a Furio Colombo che ne è presidente, appartiene all'associazione Sinistra per Israele, di cui potete trovare il manifesto qui), non riesco proprio a digerire la valanga di dichiarazioni effettuate da nostri esponenti politici e altri.
I discorsi, che concludevano quasi sempre con un "W Israele", ruotavano tutti sul concetto che "la sicurezza di Israele è la sicurezza dell'Europa".
Mara Carfagna ha dato il meglio di sé, sostenendo che Israele, "nonostante l’assedio di nemici accaniti e integralisti come Hamas e Hezbollah, ha sempre tenuto alta la bandiera dei diritti umani e la bandiera dei diritti civili, pur se situato in uno spicchio di globo dove le società sono molto molto arretrate su questo fronte".
Fassino, che come ho detto in precedenza è stato l'unico degno di nota, ha dichiarato che, premesso il "diritto incondizionato all’esistenza di Israele”, "resta intatta per ciascuno di noi la possibilità e il diritto di esprimere posizioni diverse sui comportamenti che via via le forze politiche israeliane e i governi israeliani assumono, e personalmente, per quello che penso e per cui mi batto, ho molte ragioni per esprimere riserve sulla politica che viene fatta dall’attuale governo israeliano".
Rutelli parla dello stato israeliano definendolo una "democrazia che rispetta le sue minoranze anche in tempo di guerra", un paese che "produce democrazia e libertà anche in tempo di guerra".
Alla conferenza è presente FARID AL-GHADRY, esule siriano e membro dell'AIPAC, ossia la più grande lobby israeliana negli USA. Supportò alla grande Israele durante le guerre in Libano e nei territori palestinesi.
Si passa dal rabbino Riccardo Pacifici che sostiene che "i coloni israeliani hanno una sola colpa: fanno figlie devono allargare le loro case" (!!!!), a Fiamma Nirenstein, che parla di MISTIFICAZIONE riguardo l'attacco alla Freedom Flottilla, e che ritiene assolutamente ridicolo che l' 80% delle risoluzioni ONU siano dedicate ad Israele.
Frattini invece spiega il NO alla commissione d'inchiesta internazionale adottata dal Consiglio dei diritti dell'uomo dell'Onu, ritenendo che le critiche al governo di Israele siano soltanto "incitamento all'odio globale" e non meritino un seguito.
Entra in scena Quagliarello, il quale asserisce che sia impossibile aggiungere Israele nell'UE, per il semplice fatto che l'antisemitismo è predominante in Europa. Per questo, sostiene, sarebbe l'Europa ad aver bisogno di un test, e non Israele.
Gianni Vernetti, che mi meraviglio fosse sottosegretario degli Esteri del governo Prodi, modifica con grande faccia di bronzo le versioni dei fatti riguardo l'attacco alla Freedom Flottilla, sostenendo che essa fosse situata in ACQUE TERRITORIALI di Israele, e che i soldati abbiano cercato in modo ASSOLUTAMENTE MODERATO di fermarla.
I deliri continuano, Vladimir Sloutsker (senatore russo) pone fine a tutte le discussioni poichè è stato Dio a dare la terra ad Israele, tesi poi ripresa da Riccardo di Segni, rabbino della Comunità Ebraica di Roma.
Buttiglione vorrebbe una kippah: si dispiace di non averla, "altrimenti me la metterei in testa".
Luigi Campagna ritiene inammissibile che alcuna nazione abbia bloccato lo "SCIÓ DI ACMADINESGIAN". [che per inciso vi consiglio di guardare, ne ho parlato anche il mese scorso in un mio post].
Angelo Pezzana si chiede il perchè della protesta palestinese, visto che prima del '67 non è mai stata fatta richiesta della creazione di uno stato da parte dei palestinesi. Addirittura dedica il suo discorso a GEERT WILDERS, "chiamato zenofobo e razzista. Cosa che non è assolutamente non vera!! Egli è semplicemente una persona intelligente che ha capito che fra 30 anni la maggioranza europea sarà musulmana. Ci va bene questo? NOOO!!!"
aperta parentesi...CONATI DI VOMITO....chiusa parentesi
Dubito seriamente che tutte queste persone abbiano emesso con buon senso queste dichiarazioni in difesa degli israeliani onesti, anche perchè qui se manca qualcosa è proprio il buon senso.
Delegittimare l'Europa e le Nazioni Unite per il semplice fatto che abbiano GIUSTAMENTE voluto indagare sui crimini di guerra commessi dallo stato di Israele, è un fatto gravissimo.
Non bisogna assolutamente permettere che vengano giustificate delle azioni criminali (a maggior ragione se a compierle è uno stato che si ritiene democratico!), per il semplice fatto che all'interno dei paesi limitrofi vi siano organizzazioni terroristiche che effettivamente compiono anch'esse dei crimini inammissibili.
Sappiamo benissimo tutti quanti quali sono gli interessi dell'Italia e degli USA nel supportate Israele.
Conosciamo perfettamente tutti quanti che la maggior parte dei media italiani (al contrario di quanto affermato durante questo incontro), raramente attaccano Israele, da un lato perchè molti nostri giornalisti quali Lerner, Mentana, Saviano, Mieli, Colombo, (ma anche l'editore De Benedetti e il padrone di Sky Rupert Murdoch) sono ebrei e perciò tendono a porre in luce (spero in buona fede!) la parte veramente democratica del popolo israeliano, dall'altra perchè vi è una cosciente intenzione di legittimare ciò che di fatto è impossibile legittimare, ovvero la creazione di uno stato da parte delle NU, cosa assolutamente CONTRARIA al diritto internazionale, per di più se attuata attraverso l'uccisione di centinaia di migliaia di abitanti delle zone.
Il popolo israeliano può ritenere legittima la possibilità di avere dei propri territori, ma non può assolutamente giustificare l'operazione Piombo fuso, la distruzione delle case, l'isolamento dei pozzi, la costruzione del muro della vergogna, che effettivamente ha creato un sistema di apartheid, denunciato anche da Nelson Mandela.
Per concludere, mi permetto anch'io di citare José Saramago, che spesso, con delle dichiarazioni molto forti, ha espresso il suo sdegno nel confronto della situazione israelo-palestinese.
"Living under the shadows of the Holocaust and expecting to be forgiven for anything they do on behalf of what they have suffered seems abusive to me. They didn't learn anything from the suffering of their parents and grandparents."
Mi chiedo perché Berlusca e i suoi amici, anziché inviare phamplet sul loro NON-operato, non inizino a leggere un libro molto più utile: il codice di diritto internazionale.
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Vi propongo inoltre alcune interviste (1, 2 e 3) a ILAN PAPP É, professore israeliano costretto a emigrare in Gran Bretagna a causa delle sue critiche mosse ai governi d'Israele, e la recensione del suo libro La pulizia etnica in Palestina.
Un'altra lettura interessante è un articolo di Paolo Barnard, ex giornalista della trasmissione Report.
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