
Aleggiano nuove parole nell'aria: FUTURO e LIBERTA'.
Due termini spesso abusati, direi anche violentati, nel corso della storia italiana, soprattutto negli ultimi tempi.
Eppure c'è qualcosa, soprattutto nelle parole del direttore di Farefuturo Magazine, Filippo Rossi, che mi convince del fatto che ci siano veramente tante persone nel centro-destra che abbiano voglia di allontanarsi il più possibile da quell'ombra berlusconiana che per troppo tempo ha oscurato tutti i buoni propositi per la costruzione di un vero partito liberale e riformista.
Ho riascoltato un bel po' di volte le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa questo pomeriggio da Gianfranco Fini. Dichiarazioni pesantissime, che pongono nuovi paletti, anzi muri, alla politica del Governo.
La terza carica dello Stato, dopo aver riletto e risposto davanti ai giornalisti alle accuse rivoltegli all’interno del documento firmato ieri dalla maggioranza del partito, ha dichiarato di non aver assoluta intenzione di dimettersi, poiché egli "deve garantire il rispetto del regolamento e l’imparziale conduzione dell’attività della Camera”,e non di certo la maggioranza che lo ha eletto, soltanto per sottostare alla “logica aziendale” del Premier. Fini ha parlato anche di LEGALITA’, intesa come "lotta al crimine, etica pubblica, senso dello Stato e rispetto delle regole". Insomma, tutti valori che la maggioranza del partito ha dimostrato di non avere, mentre i suoi “elettori onesti”continuavano a non spiegarsi perché il GARANTISMO fosse diventato per il governo e la sua maggioranza una “PRETESA DI IMPUNITA’".
Lo scopo del nuovo gruppo parlamentare, che si chiamerà, per l'appunto, FUTURO e LIBERTA’, sarà quello di “preservare i valori autenticamente liberali e riformisti” del partito.
Beh che dire? Una bella batosta per Mr. B, che ora si ritrova al seguito una maggioranza risicata, sempre se ancora si possa parlare di maggioranza.
I casi Brancher, Cosentino, Verdini, Dell'Utri e ancor prima l'uragano all'interno della protezione civile sono solo la punta dell'iceberg. Gli stessi finiani hanno esposto le loro motivazioni, che vanno dalla strumentalizzazione del caso Englaro agli slogan da finale Disney inculcati ai cittadini riguardo la crisi economica, dalle visite ufficiali a Putin e Gheddafi ai numerosi casi in cui è stata usata la fiducia in Parlamento.
Durante questo governo Berlusconi, l'unica cosa apparsa agli occhi dei finiani è stata una conduzione della politica sempre più incentrata sulla figura di un leader (il Cesare delle intercettazioni) e dei suoi interessi; una politica non più finalizzata a garantire maggior benessere ai cittadini, ma avente il solo scopo di "paraculare" i i parlamentari indagati, condannati e corrotti.
In un paese come l'Italia è difficile fare pronostici in politica.
Auspico soltanto una stesura, in tempi brevi, di un programma del nuovo gruppo dei finiani. Inoltre vorrei sapere cosa ne pensa ora Fini della legge in materia di immigrazione che ha preso il suo nome e quello del leader del Carroccio.
Vorrei sapere, a posteriori, la sua opinione riguardo i fatti alla scuola Diaz (è chiedere troppo????).
E ancor più mi chiedo... ma il centro-sinistra.... respira???
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