martedì 10 novembre 2009

troppi muri ancora....


In una giornata autunnale berlinese, quel 9 novembre 1989, cadde un muro, simbolo disumano della divisione di due mondi che a lungo aspettarono prima di guardarsi nuovamente negli occhi.
_
Ieri Berlino ha festeggiato il ventennale della caduta del muro.

Eppure io, nonostante l’evento sia di per sé storico, non riesco ad emozionarmi.
Forse perché, mentre gioivamo per la caduta di un muro tangibile, abbiamo dimenticato l’esistenza di mille altri muri invisibili ma comunque marcatamente presenti, innalzati spesso dalla stessa società in cui viviamo.
Muri del pregiudizio, dell’intolleranza, dell’odio.

Vivo in un Paese che un tempo aveva come nemico il comunismo.
Con la caduta del muro, si infransero anche le politiche anticomuniste. Come comportarsi?
La globalizzazione permise che i nuovi obbiettivi si delineassero molto velocemente: AFRICA, ISLAM, IMMIGRATI, POVERI.

Nel mio Paese la camorra può uccidere un uomo in mezzo alla strada senza che la gente riesca a reagire. E il problema è che la gente non reagisce perché non si sente protetta.
LO STATO NON CI PROTEGGE.

Nel mio Paese vi sono masse di ipocriti che creano scompiglio per la decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardante il crocifisso nelle scuole.
Possono bestemmiare, offendere e denigrare il prossimo, istigare alla violenza. Loro possono, perché difendono il crocifisso e i valori cristiani dell’Italia.

Troppi muri ancora. E io non riesco a gioire.

0 commenti:

Posta un commento